LA PROTESI MININVASIVA DEL GINOCCHIO

Dott. Alessio Biazzo Chirurgo Ortopedico Specialista in Chirurgia mininvasiva del ginocchio e dell'anca
La protesi del ginocchio in presenza di patologie muscoloscheletriche degenerative come la gonartrosi può resituire al paziente uno stile di vita normale. L’intervento protesico oggi può essere realizzato con la chirurgia mininvasiva che rispetta i tessuti nobili dell’organismo e permette un rapido recupero funzionale.

L'artrosi è la causa più comune di dolore al ginocchio

La gonartrosi oltre a provocare dolore cronico al ginocchio ne riduce la funzionalità poiché provoca alterazioni degenerative a carico della cartilagine articolare. Esistono vari tipi di artrosi del ginocchio: l'artrosi idiopatica o primitiva (tipica dell’età avanzata), l'artrosi secondaria ad artrite reumatoide, fratture od osteonecrosi (più tipica dei soggetti giovani-adulti). Nelle fasi avanzate dell'artrosi del ginocchio (gonartrosi), l’unico rimedio consigliato è quello della sostituzione articolare con delle protesi speciali mininvasive.

Quando fare la protesi del ginocchio

La decisione se eseguire un intervento di protesi del ginocchio o dell’anca non è facile e deve essere valutata sulla base di diversi fattori, tra i quali: risultati dei trattamenti meno invasivi se già effettuati dal paziente, grado di artrosi, aspettative del paziente, stile e qualità di vita ed eventuali patologie associate (diabete, cardiopatie, patologie respiratorie ecc.). L’età non deve rappresentare un criterio di scelta, nel senso che non ci sono pazienti troppo giovani o troppo anziani per essere operati.

Quanti tipi di protesi al ginocchio esistono? 

Protesi monocompartimentale del ginocchioEsistono diversi tipi di protesi del ginocchio ed ognuna deve essere scelta sulla base del grado di artrosi, della sua localizzazione e della geometria dell’articolazione. Le protesi monocompartimentali sono le meno invasive di tutte e vanno a “sostituire” la parte del ginocchio usurata: la gonartrosi infatti non sempre colpisce tutta l’articolazione, anzi più spesso si limita ad un comparto, quello interno generalmente. Possiamo quindi utilizzare le protesi monocompartimentali mediali (per l’artrosi della parte interna), quelle laterali (per l’artrosi laterale) e quelle femororotulee (per l’artrosi che ha coinvolto la femororotulea).

Per quanto riguarda le protesi totali invece, anche qui ne esistono diversi tipi e la scelta dell’impianto corretto dipende più dallo stato dei legamenti crociati, dando per scontato ovviamente che si tratta di una artrosi che coinvolge tutta l’articolazione. Esistono quindi le protesi totali a conservazione del legamento crociato anteriore e posteriore o solo posteriore, e quelle che prevedono la sostituzione di entrambi. Quando invece è necessario rimuovere una protesi già impiantata esistono protesi da revisione che vanno a colmare il deficit osseo residuo.

Per i soggetti con comprovata allergia ai metalli si utilizzano le protesi anallergiche in titanio.

La protesi monocompartimentale del ginocchio - Video

La protesi monocompartimentale è una protesi mini invasiva che va a sostituire il solo compartimento danneggiato del ginocchio, in questo caso il compartimento femoro tibiale interno che è quello più frequentemente colpito dal processo artrosico e risparmiando così il compartimento laterale e il compartimento femoro-rotuleo, insieme legamenti crociati anteriore e posteriore che sono responsabili della stabilità è propriocettività del ginocchio.

È un intervento che si esegue in circa 40 minuti riducendo così il rischio infettivo e le perdite ematiche, riducendo così al minimo il rischio ricevere grossi volumi di sangue.

È un intervento che consente un rientro la vita normale in 3/4 settimane, ovviamente un tempo variabile a seconda richieste di quelle che sono le esigenze funzionali del paziente.

La protesi monocompartimentale è costituita da uno scudo femorale, che va a rivestire il condilo femorale come la capsula di un dente, da una componente tibiale, che va a rivestire il piatto tibiale e da un inserto in polietilene (plastica).
Quest'ultimo si incastra nel piatto tibiale e consente così lo scorrimento delle superfici protesiche una sull'altra.
Queste componenti protesiche vengono ancorate all'osso tramite un'apposito cemento per osso che ne consente una fissazione ottimale.

La protesi monocompartimentale può essere eseguita contemporaneamente su entrambe le ginocchia in un unico intervento chirurgico.
La protesi di ginocchio bilaterale simultanea permette di ridurre al minimo le spese sanitarie, il tempo anestesiologico e anche il rischio infettivo, senza per questo rallentare o alterare il recupero funzionale del paziente.

 

La protesi femororotulea - Video 

La protesi femoro-rotulea può essere considerata anch'essa come una protesi mininvasiva o monocompartimentale perché va a sostituire il solo compartimento femoro-rotuleo.

Le indicazioni per questo tipo di protesi sono molto selettive: bisogna infatti essere sicuri che il compartimento femoro-tibiale interno ed esterno non siano danneggiati.

L'età ed il peso corporeo non rappresentano delle controindicazioni né per questo tipo di protesi né per le monocompartimentali femoro-tibiali.

La protesi femoro-rotulea è costituita da una componente femorale o troclea, che va a rivestire il femore, e da una componente rotulea in plastica (polietilene) che va a rivestire la superficie interna della rotula.

Entrambe queste componenti vengono poi fissate all'osso con un apposito cemento per osso. Questo tipo di intervento può essere eseguito in contemporanea su entrambe le ginocchia senza per questo rallentare il recupero e la guarigione.

 

Protesi totale mininvasiva del ginocchio

La protesi totale mininvasiva del ginocchio va riservata invece a quei casi in cui tutti e 3 i compartimenti sono danneggiati: si parla anche in questo caso di mininvasiva in quanto tale protesi risparmia il legamento crociato posteriore, responsabile della propriocezione e stabilità del nostro ginocchio. In casi selezionati si può sacrificare anche tale legamento dando un maggior grado di vincolo alla protesi e realizzando la cosiddetta protesi postero-stabilizzata (PS), indicata in casi di artrosi più evoluta. Gravi deformità artrosiche possono richiedere anche un maggior gradi di vincolo: in questo caso bisogna sacrificare una maggior quantità di osso e realizzare una protesi semivincolata.

Cosa aspettarsi dall’intervento di protesi del ginocchio

A questo punto, è di fondamentale importanza spiegare già in ambulatorio al paziente che cosa deve aspettarsi da un intervento di protesi del ginocchio, quali sono le attività consigliate e sconsigliate, quali controlli dovrà fare e quale stile di vita dovrà adottare. Il primo consiglio che mi sento sempre di dare ai miei pazienti, che per la gran parte sono in sovrappeso, è il calo ponderale ed il mantenimento di una quotidiana attività fisica, eseguendo circa 30 minuti di cyclette ogni giorno e facendo tutti gli esercizi che i fisioterapisti gli hanno insegnato.

Che cosa si intende per Fast-Track e recupero veloce dopo l'intervento?

Per Fast-Track si intende un percorso multidisciplinare finalizzato a ridurre lo stress operatorio per il paziente e la durata del ricovero ospedaliero.
Il percorso Fast-Track nella chirurgia protesica del ginocchio ma anche dell’anca ha l’obiettivo di consentire al paziente un rapido rientro al domicilio e ritorno alla quotidianità. La gestione multidisciplinare del paziente prima, durante e dopo l’intervento, riduce fortemente lo stress psico-fisico ed il dolore post-operatorio ed agevola la ripresa del movimento. Il nostro primo obiettivo è infatti quello di far camminare il paziente a 6 ore dall’intervento, indipendentemente da tipo di chirurgia eseguita: per far questo è fondamentale un lavoro di équipe e coordinamento tra le varie figure che entrano in gioco: ortopedico, anestesista (che deve conoscere la durata dell’intervento e la dose di anestetico da utilizzare), fisioterapista (che ha il compito di far eseguire i primi passi al paziente), fisiatra ed infermiere (che ha il compito di applicare la crioterapia con ginocchiere avanzate al rientro del paziente dalla sala operatoria).

Attività sportiva consigliata per chi è stato operato al ginocchio

Protesi ginocchio e anca nello sportivoPer quanto riguarda le attività sportive, sono comunque da evitare tutti gli sport da contatto come le arti marziali, il calcio e il basket. Sono da preferire il tennis, il nuoto ed il golf. Le passeggiate in montagna sono altresì consigliate. Per quanto riguarda i controllo clinici e radiologici, durante il primo anno si eseguiranno dei controlli a 1-3-6 e 12 mesi, successivamente ogni anno con radiografie mirate a valutare il corretto posizionamento della protesi e lo stato del polietilene.

Complicazioni protesi del ginocchio

Vanno poi illustrate al paziente tutte le possibili complicazioni: per quanto riguarda la protesi del ginocchio sicuramente l’infezione è la più frequente, con una percentuale variabile tra l’1 ed il 3% a seconda che si parli di protesi monocompartimentale o totale, seguita dalla mobilizzazione asettica (circa lo 0,5-2% a seconda che si tratti di monocompartimentale o totale). Ovviamente tali percentuali sono variabili e rappresentano un valore medio; pertanto la percentuale si avvicinerà più al valore superiore in caso di fattori di rischio come il diabete, il fumo di sigaretta, pregresse fratture e obesità.

Revisione Protesi di ginocchio: quando e perché farla

La protesi del ginocchio è uno degli interventi ortopedici più eseguiti nel mondo. Nonostante ciò una percentuale di circa il 15-20% dei pazienti con protesi di ginocchio, come accade per altri interventi chirurgici, resta insoddisfatta del risultato e lamenta ancora di disturbi clinici e ciò comporta un secondo ingresso in sala operatoria per una revisione della protesi. Vediamo in quali casi e quando fare la revisione della protesi di ginocchio.

DOMANDE FREQUENTI  E RISPOSTE SULLA PROTESI AL GINOCCHIO


Come dormire dopo protesi ginocchio?

Dopo una protesi di ginocchio è fondamentale conservare l’estensione completa, cioè riuscire ad estendere completamente l’articolazione, criterio fondamentale per una corretta deambulazione: per far questo è molto importante dormire con le ginocchia estese, soprattutto nei primi giorni post-operatori. Una volta raggiunto questo obiettivo il paziente non ha particolari limitazioni durante il riposo notturno.

Perché la mia protesi si muove o fa rumore?

E’ assolutamente normale che la protesi di ginocchio abbia un grado di movimento (detto anche gioco articolare), che però non deve essere eccessivo, pena la stabilità articolare. E’ altresì normale che tale gioco articolare provochi un rumore o scroscio, udibile anche dall’esterno. In assenza di dolore questi aspetti non hanno nessuna importanza e non devono spaventare il paziente.

Devo fare la protesi al ginocchio, che tipo di anestesia subirò?

Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una anestesia spinale che addormenta solo le gambe. L’anestesia generale viene eseguita solo in caso di particolari patologie od impossibilità ad eseguire l’anestesia spinale (ad esempio grave artrosi del rachide lombare o pregressi interventi chirurgici alla schiena).

Come sbloccare protesi ginocchio?

Può capitare che dopo un intervento di protesi il ginocchio ria rigido e abbia poco movimento in flesso-estensione. Le cause di tale fenomeno possono essere molteplici: ginocchio troppo stabile, insufficiente durata della fisioterapia, sviluppo di artrofibrosi. In questi casi è fondamentale consultare al più presto il proprio ortopedico perché la tempistica è fondamentale: prima si interviene e migliori sono i risultati. Nella maggior parte dei casi è sufficiente intensificare la fisioterapia ed aggiustare la terapia farmacologica del paziente. Raramente può essere necessario uno sblocco in narcosi, cioè una mobilizzazione forzata del ginocchio sotto anestesia, per rompere manualmente le aderenze fibrose che si sono create e che limitano il movimento del ginocchio stesso.

Quali sono i materiali della mia protesi?

Le protesi di ginocchio standard sono costituite da leghe di metalli come Nickel, Cromo, Cobalto e Molibdeno. Esistono le varianti anallergiche (allergia al Nickel soprattutto) in titanio.

È possibile fare la risonanza magnetica con una protesi di ginocchio?

La risposta è certamente sì. Può però capitare che in alcuni centri vi chiedano di che materiali sia fatta la vostra protesi. E’ importante avere quindi una copia della cartella clinica o consultare il proprio ortopedico.

Quanti punti saranno necessari per chiudere la ferita? Quanto sarà lunga la cicatrice?

Da circa 2 anni ho sostituito le graffette metalliche con le suture avanzate, cioè un insieme di dispositivi che comprendono fili riassorbibili che passano all’interno della ferita e grazie alla loro particolare struttura non necessitano di nodi; un cerotto trasparente che viene applicato sulla pelle al posto delle graffette metalliche ed una speciale colla biologica che viene applicata sulla ferita isolandola dall’ambiente esterno. Questo riduce al minimo il contatto con l’ambiente (fonte di germi) e migliora i risultati estetici delle ferite.

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