Protesi monocompartimentale

La protesi monocompartimentale di ginocchio dolorosa

Cause e rimedi

 

 

Che cos’è la protesi monocompartimentale?

 

La protesi monocompartimentale di ginocchio è una vera e propria miniprotesi che sostituisce la zona del ginocchio affetta da artrosi, lasciando integre le restanti zone. E’ una procedura mininvasiva che viene eseguita nei centri di chirurgia protesica del ginocchio.

L’intervento chirurgico in sé è rapido e sicuro, se eseguito in mani esperte, e consente al paziente di tornare rapidamente alla sua vita normale nel giro di qualche settimana, periodo ovviamente variabile a seconda delle esigenze di ognuno di noi.

L’intervento consiste nel rivestire le superfici ossee del femore e della tibia con delle “placchette di metallo”, che vengono saldate all’osso grazie ad un apposito collante (cemento per osso). Una componente in plastica viene poi inserita al loro interno per favorirne lo scorrimento e ridurre l’attrito.

 

 

Perché una protesi monocompartimentale può far male?

 

Ovviamente come per tutti gli interventi chirurgici, anche la protesi monocompartimentale di ginocchio è gravata da alcune complicanze, come le infezioni e la mobilizzazione asettica delle componenti protesiche. Questo avviene in una percentuale di circa l’1-2%,variabile a seconda delle casistiche. Quando una di queste complicanze si verifica, il paziente avverte dolore. Il quadro clinico di presentazione delle due complicanze è molto diverso: infatti nelle infezioni periprotesiche il paziente avverte dolore costante, la ferita può essere arrossata e secernente e può essere rilevata una leggera febbricola. Esistono poi delle infezioni latenti in cui il paziente avverte solo lieve dolore e nessuno dei sintomi elencati precedentemente.

Quando invece abbiamo una mobilizzazione asettica delle componenti protesiche il paziente avverte dolore soprattutto al carico, la ferita generalmente è pulita e non arrossata.

Anche il quadro strumentale è diverso: gli esami ematici sono spesso indicativi di infezione periprotesica (VES e PCR elevate), mentre sono negativi nella mobilizzazione asettica. Per quanto riguarda il quadro radiologico, nelle mobilizzazioni asettiche spesso si assiste ad uno scollamento delle componenti protesiche dall’osso, che si traduce in un alone radiotrasparente e nella perdita di contatto tra protesi e osso.

Esistono anche dei casi in cui il quadro clinico è talmente sfumato da non riuscire a capire se si tratti di una infezione o di una mobilizzazione: in questi casi la diagnosi differenziale è affidata alla scintigrafia ossea con leucociti marcati.

 

 

Come trattare una protesi monocompartimentale dolorosa?

 

Premesso che ogni caso è diverso e a sé stante, possiamo schematicamente dividere il trattamento in due gruppi a seconda che si tratti di una infezione o di una mobilizzazione asettica. Per quanto riguarda le infezioni, sarà necessario avviare una terapia antibiotica mirata (se disponibile un antibiogramma) oppure procedere alla rimozione della protesi, all’impianto di uno spaziatore in cemento antibiotato ed alla successiva protesi di ginocchio una volta risolta l’infezione.

Nel caso si tratti invece di una mobilizzazione asettica, si procede alla rimozione della protesi monocompartimentale ed all’impianto di una nuova protesi nello stesso tempo chirurgico.

 

 

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