protesi anca

Innovazioni applicate alla protesi di anca e ginocchio

La protesi mininvasiva del ginocchio e dell’anca

 

La gonartrosi e la coxartrosi

 

La gonartrosi (o artrosi del ginocchio) e la coxartrosi (o artrosi dell’anca) sono due patologie degenerative della cartilagine articolare molto frequenti in tutto il mondo. Si stima che circa il 30% della popolazione ne sia colpita. Entrambe le patologie hanno un minimo comune denominatore: l’usura dello strato cartilagineo che riveste le ossa, consentendone un reciproco scorrimento grazie anche al liquido sinoviale. Nella patologia artrosica, sia essa del ginocchio o dell’anca (ma il discorso vale per tutte le articolazioni), si verifica una riduzione della secrezione del liquido sinoviale, importantissimo lubrificante articolare naturale, ed un assottigliamento progressivo del cuscinetto cartilagineo, portando così alla esposizione dell’osso subcondrale sottostante, con conseguente dolore e limitazione funzionale.

Il trattamento dell’artrosi dipende ovviamente dal grado, dal dolore riferito dal paziente, dalla sua limitazione funzionale e dalle sue aspettative. Nelle forme iniziali si preferisce sempre un trattamento conservativo a base di magnetoterapia, rieducazione fisioterapica, ciclo di infiltrazioni con acido jaluronico (un lubrificante che sostituisce il liquido sinoviale) ed eventualmente con PRP (plasma ricco di piastrine). Quando questi trattamenti non hanno efficacia e siamo davanti ad una artrosi di grado moderato/severo, è necessario parlare col paziente e prendere in considerazione un intervento di protesi del ginocchio o dell’anca.

 

La protesi del ginocchio e dell’anca

 

La protesi del ginocchio e dell’anca sono due interventi chirurgici molto frequenti in ortopedia, e non solo. Sono intervento sicuri ed efficaci se eseguiti in mani esperte ed in centri di riferimento, cioè con comprovata esperienza e con buona casistica operatoria. In entrambi i casi si esegue un rivestimento delle superfici articolari, del femore e della tibia nel caso del ginocchio e della testa del femore e dell’acetabolo nel caso dell’anca. Nel ginocchio tale rivestimento viene fissato all’osso del paziente con uno speciale cemento per osso; nell’anca invece, si esegue una fissazione più biologica in quanto non si usa nessun materiale. La protesi d’anca è rivestita di idrossiapatite e viene inglobata dall’osso del paziente favorendone una osteointegrazione. Solo in casi particolari si preferisce usare il cemento anche per la protesi dell’anca (si tratta di pazienti con osteoporosi e scarsa qualità ossea).

  

Le innovazioni in chirurgia protesica di anca e ginocchio

 

Sono diverse le innovazioni apportate in chirurgia protesica di anca e ginocchio negli ultimi anni. Una delle più importanti è sicuramente l’introduzione di speciali fili a lisca di pesce che consentono di evitare i nodi durante la sutura delle ferite chirurgiche. Tali dispositivi sono antibatterici in quanto eliminano i nodi che rappresentano un noto ricettacolo per i batteri. Inoltre sono state introdotte delle speciali reti protettive che vengono utilizzate come sutura cutanea, eliminando le graffette metalliche. Una apposita colla biologica si applica sopra la rete protettiva ed isola la ferita creando una camera a tenuta stagna: il vantaggio è duplice, antibatterico ed estetico. Infatti si riduce il rischio infettivo e non si dovranno fare medicazioni della ferita: l’unica cosa da fare sarà la rimozione della rete protettiva a 20 giorni dall’intervento.

Un’altra novità è data dall’utilizzo di farmaci che riducono il sanguinamento post-operatorio, riducendo la percentuale di ematomi post-chirurgici. Il loro utilizzo ha consentito di eliminare i drenaggi chirurgici, molto fastidiosi nell’immediato post-operatorio.

Molto interessante anche l’introduzione delle ginocchiere crioterapiche, cioè con ghiaccio al loro interno: vengono applicate ad intervalli regolari nell’immediato post-operatorio e riducono la formazione di ematomi post-chirurgici.

 

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