Protesi anca e ginocchio – Pubblicazioni e Rassegna stampa

Pubblicazioni e Rassegna stampa del Dr. Alessio Biazzo

ALESSIO BIAZZO è ortopedico specialista in protesi mininvasive DEL GINOCCHIO E DELL’ANCA

La protesi mininvasiva del ginocchio e dell’anca: come ci siamo arrivati.

La protesi mininvasiva del ginocchio e la protesi mininvasiva dell’anca sono delle tecniche chirurgiche avanzate e rappresentano il frutto di tanti sacrifici di medici e ricercatori che ogni anno riversano su Pubmed, la piattaforma digitale biomedica più importante del mondo, le loro scoperte e pubblicazioni scientifiche. Sono passati ormai più di 60 anni dalle prime protesi dell’anca e del ginocchio e sia le tecniche chirurgiche che i risultati sono migliorati, portando ad avere una percentuale molto alta di pazienti soddisfatti e molto bassa di complicazioni. La protesi mininvasiva del ginocchio non è solo un intervento chirurgico ma un modus operandi, cioè una chirurgia volta al rispetto di tutto ciò che non è danneggiato e non deve essere asportato o sostituito nel nostro corpo. Si basa sul concetto di chirurgia compartimentale, cioè della suddivisione del ginocchio in 3 compartimenti: femorotibiale interno, femorotibiale esterno e femororotuleo. Io personalmente ritengo che ci sia un quarto compartimento, cioè il comparto centrale che ospita il legamento crociato anteriore e posteriore, responsabili della stabilità e propriocezione del nostro ginocchio, cioè del fatto di sentirlo ancora nostro. La chirurgia mininvasiva del ginocchio comprende così le più piccole protesi esistenti, cioè le monocompartimentali, che possono essere interne, esterne o femororotulee, a seconda del compartimento che viene sostituito. E’ inoltre possibile abbinarle quando sono due i compartimenti usurati: si parla così di protesi bicompartimentale (quando si abbina una monocompartimentale con una femororotulea) e protesi bimonocompartimentali (quando si associano una monocompartimentale interna ed esterna). Il vantaggio di tutte queste protesi è quello di risparmiare il legamento crociato anteriore e posteriore, di cui abbiamo già menzionato la funzione ed importanza.

Per quanto riguarda la protesi dell’anca invece, il concetto di mininvasivo si traduce in una via d’accesso minima, con una incisione di circa 10 centimetri, un passaggio attraverso i muscoli e tendini (sezionando solo uno di questi, il piriforme, che viene successivamente reinserito nella sua sede d’origine con dei punti di sutura), l’utilizzo di protesi a stelo corto con risparmio di parte del collo femorale, la tecnica del femur-first. Tale procedura stravolge la tradizionale chirurgia protesica dell’anca, in cui la preparazione partiva sempre dal cotile, o acetabolo, per iniziare così dal femore: questo consente di accoppiare meglio le componenti femorale ed acetabolare, ottimizzando l’angolo di lavoro e riducendo l’usura delle componenti in polietilene.

Sia nella protesi del ginocchio che dell’anca, grazie allo sviluppo e crescita scientifica, oggi non usiamo più i tradizionali di punti di sutura, sia per gli strati profondi che per la pelle: utilizziamo infatti dei fili a lisca di pesce che evitano i nodi, noto ricettacolo per i batteri, e si riassorbono in un mese circa. Per quanto riguarda la pelle invece, applichiamo una speciale rete trasparente sulla quale di appone una colla biologica che isola la ferita, riducendo il rischio infettivo ed eliminando il fastidio della rimozione delle graffette metalliche, che in alcuni pazienti possono anche creare delle indesiderate reazioni allergiche. Tutto questo è il risultato di numerosi lavori scientifici che possono essere consultati su Pubmed. A questo link potete trovare tutte le mie pubblicazioni scientifiche catalogate in Pubmed sulla protesi del ginocchio e dell’anca e non solo.  A questo link trovate invece quelle su Google Scholar.

 

PUBBLICAZIONI

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