Protesi dell’anca mininvasiva

Protesi dell’anca mininvasiva

Che cos’è la protesi mininvasiva dell’anca?

La protesi mininvasiva dell’anca consiste nella sostituzione dell’acetabolo e del femore  (testa del femore e parte del collo) con delle componenti in titanio ed un inserto in polietilene che ne garantisce lo scorrimento. Tale procedura può essere effettuata tramite diversi accessi chirurgici. Io preferisco quello posterolaterale mininvasivo, che sacrifica al minimo i muscoli e comporta una cicatrice nella natica che può facilmente essere nascosta dallo slip. Il concetto di mininvasività nella protesi totale dell’anca consiste proprio nel risparmio dei tessuti nobili del nostro organismo (si passa attraverso i muscoli e si seziona solo un tendine, che viene poi suturato al termine dell’intervento) e nel risparmio di una parte del collo femorale.

 

In che cosa consiste l’intervento chirurgico?

L’intervento di protesi totale mininvasiva dell’anca prevede la sostituzione della testa ed una piccola parte del collo femorale con una protesi che viene accolta dal canale femorale. Si procede poi al rivestimento della cavità acetabolare con una apposita coppa. Le protesi che utilizzo sono tutte non cementate in quanto rivestite di idrossiapatite, che favorisce l’integrazione della protesi e la crescita dell’osso attorno alla sua superficie, garantendo così una perfetta integrazione. In casi selezionati (pazienti affetti da osteoporosi e con scarsa qualità dell’osso) utilizzo protesi cementate, dove uno speciale cemento garantisce l’integrazione della protesi con l’osso del paziente. La tecnica chirurgica che utilizzo viene chiamata “Femur-First”, dall’inglese “il femore prima”. Grazie a questa tecnica, al contrario di quella tradizionale, si prepara prima la componente femorale e solo successivamente quella acetabolare. Questo è un vantaggio importante per il chirurgo, perché consente di accoppiare al meglio le due componenti, acetabolare e femorale, ottenendo un angolo di lavoro ottimale, riducendo l’usura della componente in polietilene e riducendo il rischio di lussazione. Esistono diversi tipi di accoppiamento (con questo termine si intende il materiale che viene interposto tra la parte acetabolare e femorale) tra le due componenti: metallo-metallo, metallo-polietilene, ceramica-ceramica e ceramica-polietilene. Io utilizzo ceramica-polietilene, che ha dimostrato di avere un rapporto performance/durata superiore a tutti. In casi selezionati e pazienti molto giovani l’alternativa valida è rappresentata dall’accoppiamento ceramica-ceramica. Nel caso della protesi dell’anca il problema di una eventuale allergia ai metalli non esiste in quanto le protesi d’anca sono costituite da leghe di titanio e non contengono Nichel.

 

Protesi d’anca bilaterale

L’intervento di protesi dell’anca può anche essere eseguito in contemporanea, nel casi selezionati di coxartrosi bilaterale, senza compromettere la riabilitazione od aumentare il rischio di complicazioni perioperatorie.

 

Come si svolge l’intervento di protesi totale mininvasiva dell’anca e relativo ricovero?

 

Il ricovero si articola in diverse tappe e viene così schematicamente descritto:

 

Prericovero: per valutare il paziente, preparare la cartella clinica e spiegare nuovamente il suo percorso terapeutico.
Durata intervento: 60 minuti, a seconda del tipo di intervento.
Anestesia: epidurale (cioè spinale, con puntura nella schiena ed anestesia solo degli arti inferiori).
Decorso post-operatorio: 3-4 giorni di degenza in Ortopedia, quindi avvio di percorso Fast-Track per riabilitazione precoce, eventuale trasferimento in Riabilitazione per i pazienti più anziani.
Il percorso riabilitativo inizia dopo 6 ore dall’intervento, con la prima camminata assistita con i fisioterapisti e stampelle. Abbandono delle stesse dopo 3-4 settimane e rientro alla vita normale in circa un mese, variabile ovviamente a seconda del tipo di intervento e delle caratteristiche di ogni paziente. A differenza della protesi di ginocchio, qui ci sono degli accorgimenti da seguire per qualche mese, come l’uso del calzascarpe e del rialzo nel water. In compenso il recupero della protesi d’anca è più veloce della protesi di ginocchio per questioni anatomiche e di biomeccanica.

Le punturine di anticoagulanti sono sostituite da compresse di più facile gestione per il paziente. Le graffette metalliche invece sono state eliminate e sostituite da una speciale rete trasparente e da una colla biologica che isola la ferita.