Quando fare la protesi bilaterale dell’anca?

Quando farla e quali sono le novità del momento

 

 

Che cos’è la protesi dell’anca?

 

La protesi dell’anca consiste nella sostituzione della testa del femore e della cavità acetabolare, che vengono rivestite da superfici metalliche. E’ indicata in diversi casi:

  • coxartrosi primitiva o idiopatica, ossia usura della cartilagine articolare senza una causa nota
  • coxartrosi secondaria a patologie note come gli esiti di fratture articolari, esiti di displasia congenita dell’anca, morbo di Perthes, malattia di Paget, infezioni articolari, tumori ossei;
  • frattura del collo del femore, più frequente nelle persone anziane;
  • osteonecrosi dell’anca, ossia la morte di una parte della testa femorale a seguito di un trauma o spontaneamente.

L’intervento chirurgico dura circa 60 minuti e può essere realizzato attraverso diverse vie di accesso: postero-laterale, laterale diretta e anteriore.

 

 

Quando fare la protesi dell’anca?

 

Tra le varie cause che possono portare ad una protesi dell’anca, sicuramente la più frequente è quella della coxartrosi primitiva o idiopatica, che si verifica a seguito di condizioni predisponenti come l’obesità e la sedentarietà.

Ma quando capiamo che è il momento giusto per fare un intervento chirurgico di protesi dell’anca?

La risposta non è così semplice, perché è necessario valutare diversi aspetti insieme al paziente. Infatti mentre nei casi come le fratture del collo del femore, tumori o infezioni, la decisione spetta quasi sempre al medico ortopedico, nei casi di gran lunga più frequenti di coxartrosi primitiva, l’intervento spesso non è imperativo. Bisogna valutare quindi:

  • grado di artrosi dell’anca;
  • sintomatologia del paziente (valutiamo la frequenza di assunzione di farmaci antidolorifici o antinfiammatori);
  • aspettative del paziente (ad esempio la voglia di tornare a fare sport);
  • condizione lavorativa (è già in pensione e può aspettare oppure lavora e ha necessità di rimettersi in piedi in fretta?);
  • presenza di patologie associate che aumenterebbero i rischi perioperatori;
  • età del paziente (anche se non è più un fattore di discriminazione, deve essere preso in considerazione);
  • l’indice di massa corporea: nei pazienti obesi infatti aumenta il rischio di complicazioni perioperatorie.

 

Quando è possibile eseguire una protesi d’anca bilaterale simultanea?

 

In casi selezionati è possibile eseguire tale intervento in maniera bilaterale simultanea, operando nello stesso intervento entrambe le anche, partendo generalmente da quella più dolente, che non sempre corrisponde a quella più usurata. Quindi pazienti giovani-adulti, senza o con poche patologie associate, non anemici o cardiopatici, attivi, sono i candidati a questa chirurgia.

I vantaggi sono numerosi: un unico intervento per entrambe le articolazioni, un unico rischio operatorio, un unico ricovero ed un’unica anestesia. Numerosi studi hanno dimostrato che eseguire un intervento in maniera bilaterale simultanea, in casi selezionati, non aumenta il rischio di complicazioni perioperatorie, come ad esempio le infezioni post-operatorie e le mobilizzazioni asettiche.

 

 

Ultime novità in chirurgia protesica di anca

 

Grazie al miglioramento delle tecniche chirurgiche ed anestesiologiche oggi è possibile ridurre lo stress perioperatorio ed accelerare il recupero dei pazienti. La durata media dei ricoveri è così passata da 7-8 giorni a 3-4 giorni. Il rientro alla vita normale (come ad esempio guidare la macchina) avviene in circa 4 settimane, variabile da paziente a paziente.

Le novità in chirurgia protesica di anca possono essere riassunte in questo elenco:

  • utilizzo di sostanze che riducono il sanguinamento;
  • chirurgia mininvasiva che rispetta i tessuti nobili del nostro corpo;
  • l’uso della crioterapia con ginocchiera;
  • la deambulazione a 6 ore dall’intervento;
  • l’applicazione del protocollo Fast-Track e delle tecniche di anestesia loco-regionale;
  • l’eliminazione dei drenaggi;
  • l’utilizzo delle medicazioni avanzate che eliminano i punti di sutura rappresentano.

E’ importante specificare al paziente che eseguire un intervento di protesi bilaterale dell’anca con tecnica mininvasiva non aumenta i tempi di recupero e non rallenta il rientro alla vita normale.

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