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Quando eseguire la protesi di ginocchio: troppo presto o troppo tardi?

Le indicazioni per l’intervento di protesi del ginocchio

 

 

La protesi di ginocchio, sia parziale che totale, è un intervento chirurgico che ha l’obiettivo di ridurre il dolore e migliorare la qualità di vita del paziente, consentendo una maggiore mobilità del ginocchio. Le indicazioni ad eseguire tale intervento sono molto variabili perché dipendono da diversi fattori, molti dei quali soggettivi.

Il primo elemento da valutare è la percezione che il paziente ha del dolore: ci sono pazienti che hanno una soglia del dolore molto bassa e lo percepiscono in maniera diversa rispetto a quelli con soglia molto alta. Tale fattore può dipendere anche da variabili culturali, oltre che genetiche ovviamente.

Il secondo elemento da prendere in esame è il grado di artrosi: ne esistono 4 gradi, progressivamente crescenti, caratterizzati da una usura della cartilagine articolare.

Il terzo elemento è l’età del paziente: l’anziano ha una soglia del dolore molto più alta rispetto al giovane (questo in linea di massima ovviamente).

Il quarto elemento da considerare è il chirurgo ortopedico: non esiste un criterio oggettivo o un algoritmo per dare una indicazione ad un intervento chirurgico di protesi del ginocchio. L’ortopedico deve valutare tutti i fattori elencati per prendere una decisione, che dipenderà infine anche dalla sua esperienza.

Infine ovviamente ci deve essere la volontà del paziente a sottoporsi ad un intervento che non è salvavita: la decisione può dipendere da svariati fattori, tra cui la paura, la condizione lavorativa, economica e socio-culturale.

 

 

Il timing della protesi di ginocchio

 

 

I ricercatori della Northwestern University di Chicago hanno così eseguito uno studio per definire quali sono le cause che portano ad un errato timing decisionale nella protesi del ginocchio, dimostrando che spesso questo è errato ed individuandone i fattori causali. I ricercatori hanno dimostrato che il buon esito di una protesi di ginocchio è strettamente correlato al momento  in cui l’intervento viene attuato. Anticiparlo può essere deleterio tanto quanto ritardarlo: nel primo caso si rischia di sostituire un’articolazione ancora sana lasciando esiti permanenti al paziente, che continuerà ad aver fastidi, mentre nel secondo caso si corre il rischio di far aggravare l’artrosi compromettendo i risultati dell’intervento.

Gli autori dello studio hanno analizzato 8000 pazienti con diagnosi clinica e radiologica di gonartrosi ed hanno fissato a due anni dal momento dell’indicazione l’intervallo di tempo considerato adeguato per il compimento dell’intervento.
Delle circa 3.000 articolazioni con indicazione a protesi di ginocchio, sia monocompartimentale che totale, meno del 10% è stato sottoposto all’intervento entro i due anni stabiliti. Di contro, circa 300 articolazioni sono state operate prematuramente. Da questa analisi emerge che i pazienti afroamericani siano stati quelli con maggior tendenza al rinvio dell’intervento, mentre quelli più giovani e che vivevano da soli sono stati quelli più propensi alla chirurgia.

 

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