Protesi del ginocchio e dell’anca con la chirurgia mininvasiva

L’ARTROSI E LA protesi MININVASIVA DEL GINOCCHIO E DELL’ANCA

La protesi del ginocchio e dall’anca in presenza di patologie muscoloscheletriche degenerative come la gonartrosi e la coxartrosi può resituire al paziente uno stile di vita normale. L’intervento protesico oggi può essere realizzato con la chirurgia mininvasiva che rispetta i tessuti nobili dell’organismo e permette un rapido recupero funzionale.

La gonartrosi e la coxartrosi

Artrosi del ginocchio e dell'anca, quando è fare la protesi?
La chirurgia protesica mininvasiva per l’artrosi del ginocchio

L’artrosi del ginocchio (gonartrosi) e l’artrosi dell’anca (coxartrosi) sono delle patologie degenerative caratterizzate entrambe da una riduzione dello spessore cartilagineo

delle superfici articolari, dovuto nella gran parte dei casi al peso eccessivo ed all’obesità, alla sedentarietà, a fattori genetici non ancora ben chiari e ad una serie di condizioni predisponenti come pregresse fratture articolari, deformità congenite (come la displasia congenita dell’anca), infezioni articolari e patologie metaboliche come il morbo di Paget.

La gonartrosi e la coxartrosi vengono diagnosticate nella maggioranza dei casi con una semplice radiografia, meglio se in carico, perché sotto il peso del corpo si evidenzia la reale usura della cartilagine.

 

Sintomatologia

La sintomatologia può essere molto variabile: ci son pazienti che con una artrosi iniziale hanno tanto dolore ed altri che con una grave artrosi deformante hanno pochi disturbi clinici. Questo per dire che il trattamento deve essere individuale e personalizzato sulla base dei disturbi di ogni singolo paziente. Infatti, non si cura la radiografia ma il sintomo del paziente.

Detto questo, è di fondamentale importanza riuscire a visitare il paziente, capire quale tipo di deformità ha il suo ginocchio o la sua anca, ed insieme decidere il trattamento più appropriato.

 

Quando fare la protesi del ginocchio o dell’anca?

La decisione se eseguire un intervento di protesi del ginocchio o dell’anca non è facile e deve essere valutata sulla base di diversi fattori, tra i quali: risultati dei trattamenti meno invasivi se già effettuati dal paziente, grado di artrosi, aspettative del paziente, stile e qualità di vita ed eventuali patologie associate (diabete, cardiopatie, patologie respiratorie ecc.). L’età non deve rappresentare un criterio di scelta, nel senso che non ci sono pazienti troppo giovani o troppo anziani per essere operati.

Esistono diversi tipi di protesi, sia del ginocchio che dell’anca, ed ognuna deve essere scelta sulla base del grado di artrosi, della sua localizzazione e della geometria dell’articolazione, discorso valido più per l’anca che per il ginocchio.

 

La protesi monocompartimentale del ginocchio

Protesi monocompartimentale del ginocchio
Protesi monocompartimentale del ginocchio

La protesi monocompartimentale del ginocchio rappresenta la meno invasiva di tutte le protesi che abbiamo a disposizione: è costituita da due superfici di rivestimento del femore e della tibia, tra le quali si inserisce uno spessore di plastica (polietilene) che ne garantisce il perfetto scorrimento senza attrito tra le superfici. E’ indicata quando solo uno dei compartimenti del ginocchio è usurato: ne esistono diversi tipi, come quella per il compartimento interno (mediale), esterno (laterale) e femororotuleo.
Guarda il video sulla protesi monocompartimentale mininvasiva del ginocchio.

 

Protesi femoro-rotulea

Protesi femoro rotulea
Protesi femoro rotulea

La protesi femororotulea può essere considerata anch’essa mininvasiva anche se le indicazioni per questo tipo di intervento sono molto selettive. Quando due di questi compartimenti sono danneggiati si possono combinare tra loro quella mediale e femororotulea ad esempio (tale accoppiamento rappresenta quello più frequente), oppure quella laterale e femororotulea (meno frequente) oppure quella mediale e laterale (protesi bimonocompartimentale). Tale intervento può anche essere eseguito in contemporanea qualora entrambe le ginocchia fossero coinvolte dal processo artrosico.

Guarda il video sulla protesi femororotulea.

 

Protesi totale mininvasiva del ginocchio

La protesi totale mininvasiva del ginocchio va riservata invece a tutti quei casi in cui tutti e 3 i compartimenti siano danneggiati: si parla anche in questo caso di mininvasiva in quanto tale protesi risparmia il legamento crociato posteriore, responsabile della propriocezione e stabilità del nostro ginocchio. In casi selezionati si può sacrificare anche tale legamento dando un maggior grado di vincolo alla protesi e realizzando la cosiddetta protesi postero-stabilizzata (PS), indicata in casi di artrosi più evoluta. Gravi deformità artrosiche possono richiedere anche un maggior gradi di vincolo: in questo caso bisogna sacrificare una maggior quantità di osso e realizzare una protesi semivincolata.

 

Protesi totale dell’anca

Protesi mininvasiva dell'anca
L’intervento consiste nel sostituire la testa ed una piccola parte del collo femorale con una protesi che viene accolta dal canale femorale.

La protesi totale dell’anca può essere eseguita con approccio mininvasivo posterolaterale e consentire un rapido recupero e rientro alla vita normale: tale tecnica chirurgica prevede la sezione di un gruppo di tendini (extrarotatori) che al termine dell’intervento vengono poi reinseriti nella loro sede di origine e prevede il risparmio di una parte del collo femorale grazie all’utilizzo di steli femorali corti. La protesi prevede l’utilizzo di una coppa che si impianta nell’acetabolo a pressione, senza utilizzo di mezzi di sintesi o cemento, e di uno stelo femorale che viene infisso nel canale femorale anch’esso a pressione senza utilizzo di cemento. Dopo aver posizionato la testa femorale, si posiziona una componente di plastica (polietilene) che favorisce lo scorrimento delle superfici protesiche riducendone l’attrito. Anche tale intervento, che dura circa 1 ora, può essere eseguito in contemporanea su entrambe le anche qualora siano affette da artrosi.
Guarda il video sulla protesi totale mininvasiva dell’anca

 

Cosa aspettarsi dall’intervento di protesi del ginocchio o dell’anca?

A questo punto, è di fondamentale importanza spiegare già in ambulatorio al paziente che cosa deve aspettarsi da un intervento di protesi del ginocchio o dell’anca, quali sono le attività consigliate e sconsigliate, quali controlli dovrà fare e quale stile di vita dovrà adottare. Il primo consiglio che mi sento sempre di dare ai miei pazienti, che per la gran parte sono in sovrappeso, è il calo ponderale ed il mantenimento di una quotidiana attività fisica, eseguendo circa 30 minuti di cyclette ogni giorno e facendo tutti gli esercizi che i fisioterapisti gli hanno insegnato.

 

Riabilitazione e tempi di recupero dopo l’intervento

Per Fast-Track si intende un percorso multidisciplinare finalizzato a ridurre lo stress operatorio per il paziente e la durata del ricovero ospedaliero.
Il percorso Fast-Track nella chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio ha l’obiettivo di consentire al paziente un rapido rientro al domicilio e ritorno alla quotidianità. La gestione multidisciplinare del paziente prima, durante e dopo l’intervento, riduce fortemente lo stress psico-fisico e il dolore post-operatorio e agevola la ripresa del movimento.

 

Attività sportiva consigliata

Protesi ginocchio e anca nello sportivo
Protesi ginocchio e anca nello sportivo

Per quanto riguarda le attività sportive, sono comunque da evitare tutti gli sports da contatto come le arti marziali, il calcio e il basket. Sono da preferire il tennis, il nuoto ed il golf. Le passeggiate in montagna sono consigliate. Per quanto riguarda i controllo clinici e radiologici, dopo il primo anno in cui le visite saranno abbastanza ravvicinate, successivamente si faranno dei controlli annuali o al massimo ogni 2 anni con una radiografia, per valutare il corretto posizionamento delle componenti protesiche e l’eventuale usura del polietilene.

 

Complicazioni protesi del ginocchio e dell’anca

Vanno poi spiegate le complicazioni più frequenti, sia per la protesi del ginocchio che per la protesi dell’anca. Per quanto riguarda la protesi del ginocchio sicuramente l’infezione è la più frequente, con una percentuale variabile tra l’1 ed il 3% a seconda che si parli di protesi monocompartimentale o totale, seguita dalla mobilizzazione asettica (circa lo 0,5-2% a seconda che si tratti di monocompartimentale o totale). Ovviamente tali percentuali sono variabili e rappresentano un valore medio; pertanto la percentuale si avvicinerà più al valore superiore in caso di fattori di rischio come il diabete, il fumo di sigaretta, pregresse fratture e l’obesità.

Per quanto riguarda la protesi dell’anca invece, la complicazione più frequente è la lussazione protesica, che varia a seconda della via di accesso scelta e che varia dallì1 al 8% a seconda delle casistiche, con un valore medio del 2%. L’infezione in questo caso è molto meno frequente.

 

Revisione Protesi di ginocchio e protesi d’anca: quando e perché farla

La protesi d’anca è stata definita come l’intervento più importante del secolo scorso e la protesi del ginocchio è uno degli interventi ortopedici più eseguiti nel mondo. Nonostante ciò una percentuale dei pazienti con protesi di ginocchio resta insoddisfatta e una percentuale di pazienti con protesi d’anca, come accade per altri interventi chirurgici, va incontro e complicanze. Entrambi i casi possono pertanto portare ad un secondo ingresso in sala operatoria per una revisione della protesi interessata. Vediamo in quali casi e quando fare la revisione della protesi di ginocchio e la revisione della protesi d’anca.