protesi ginocchio

La protesi monocompartimentale mininvasiva di ginocchio: quali vantaggi e svantaggi?

Molti vantaggi rispetto alla totale, ma revisioni più alte

protesi ginocchio
Protesi di ginocchio monocompartimentale mininvasiva

L’artrosi compartimentale del ginocchio

 

 

La gonartrosi, o artrosi di ginocchio, è una malattia degenerativa infiammatoria che causa una usura dello strato di cartilagine che riveste le ossa e può colpire uno o tutti i compartimenti dell’articolazione, in misura diversa da caso a caso. Si può quindi parlare di gonartrosi monocompartimentale, bicompartimentale o tricompartimentale, a seconda del numero di compartimenti interessati. In realtà è presente anche un compartimento centrale, o quarto compartimento, che comprende il legamento crociato anteriore e posteriore, che sono i principali responsabili della stabilità del nostro ginocchio. Nasce spontanea la domanda: perché devo sostituire tutti i compartimenti quando solo uno o due sono colpiti dall’artrosi?

 

 

La protesi monocompartimentale di ginocchio

 

La risposta a questa domanda risiede nell’utilizzo delle protesi monocompartimentali, da sole od in associazione ad una seconda protesi monocompartimentale, per sostituire solo uno o due compartimenti, lasciando integri i restanti comparti insieme a quello centrale che accoglie i legamenti crociati. I vantaggi sono numerosi e possono essere facilmente schematizzati:

 

  • minori perdite ematiche e minor tasso di trasfusioni;
  • minor dolore post-operatorio;
  • intervento più breve e di conseguenza minor tasso di infezioni periprotesiche;
  • risultati funzionali più alti rispetto alla totale;
  • in caso di revisione la possibilità di utilizzare una protesi di primo impianto, utile soprattutto per i pazienti che eseguono l’intervento in età giovane-adulta ed andranno incontro sicuramente ad una revisione.

 

Ma quali sono gli svantaggi della protesi monocompartimentale rispetto alla totale?

 

 

I risultati della letteratura scientifica

 

E’ ormai noto a tutti che le protesi monocompartimentali hanno risultati funzionali più alti rispetto alle protesi totali perché conservano il comparto centrale con i legamenti crociati anteriore e posteriore ed è altresì noto che sono caratterizzate da una percentuale più alta di revisioni per mobilizzazione asettica o dolore rispetto alle protesi totali. Un recente studio scientifico condotto da Edward Burndel Centro di statistica medica dell’Università di Oxford ha dimostrato per l’ennesima volta vantaggi significativi nel breve termine della sostituzione parziale del ginocchio rispetto a quella totale e contemporaneamente un maggior tasso di revisioni delle protesi monocompartimentali. Secondo gli autori dello studio questo dato potrebbe essere in parte spiegato dalla maggiore tendenza dei chirurghi a revisionare una protesi monocompartimentale rispetto ad una totale.

Lo studio ha preso in esame 32.379 protesi monocompartimentali e 250.377 protesi totali. Nel primo gruppo il rischio di tromboembolismo venoso entro 60 giorni dall’intervento è stato del 25-50% inferiore e il dolore persistente si è manifestato nel 15-30% di casi in meno; le percentuali di revisioni a cinque anni sono però state del 5-7,5% contro il 2,5-5% delle sostituzioni totali.

In conclusione possiamo affermare, sostenuti dai dati della letteratura scientifica, che le protesi parziali di ginocchio (monocompartimentali o bicompartimentali), garantiscono al paziente dei risultati funzionali decisamente più alti rispetto alla protesi totale ma allo stesso tempo sono gravate da un maggior tasso di revisioni a lungo termine. Le evidenze scientifiche sottolineano che tale percentuale si riduce nei centri altamente specializzati in questo tipo di chirurgia.

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